SE NON VUOI UNA MULTA DA 12000,00 EURO DEVI CONTINUARE A LEGGERE QUESTO ARTICOLO SU COSA DEVI FARE PER EVITARLO


Il costo della multa che puoi ricevere per aver montato il tuo sistema di videosorveglianza senza le giuste autorizzazioni, può essere più alto dell’impianto stesso. Questo lo devi subito sapere, stai rischiando ogni giorno.



Sono molteplici le direttive legislative che bisogna tenere in considerazione quando si progetta un sistema di videosorveglianza presso un’azienda, per non incorrere in delle sanzione molto salate.

Quindi iniziamo con ordine, se hai un’attività con partiva iva, con nell’organigramma aziendale, dei dipendenti o professionisti che lavorano all’interno della tua attività, devi sapere che il tuo impianto di videosorveglianza deve avere l’autorizzazione della “Direzione Territoriale del Lavoro”. L’impianto di videosorveglianza, può essere impiegato esclusivamente ai fini di esigenze organizzative e produttive, per la sicurezza del lavoro e per la tutela del patrimonio aziendale. Un impianto di videosorveglianza non può in nessun caso controllare a distanza l’attività lavorativa, non può controllare le ore lavorative e non può controllare la corretta prestazione lavorativa. Questo è quello che dice “l’articolo 4” dello Statuto dei Lavorati.

LA PRIMA COSA CHE BISOGNA FARE PRIMA DI INSTALLARE UN SISTEMA DI VIDEOSORVEGLIANZA PRESSO UN’ATTIVITA’, E’ COMUNICARE ALLA “DIREZIONE TERRITORIALE DEL LAVORO”
Si questa è la prima cosa che devi fare, prima di iniziare i lavori. Ora ti stai chiedendo, e chi ha già il sistema montato?

Mi dispiace ma sei già sotto sanzione, ti conviene spegnerlo e adeguarlo prima di un controllo della Guardia di Finanza, se non vuoi avere una multa molto salata, ti dico che i controlli ci sono.

L’autorizzazione alla “Direzione Territoriale del Lavoro” si deve sempre fare a prescindere che le telecamere siano in area di lavoro dei dipendenti o che siano installate in dei parcheggi, anche in ambienti dove il lavoratore si può trovare saltuariamente.

MA COSA SI DEVE INVIARE ALLA “DIREZIONE TERRITORIALE DEL LAVORO” PER AVERE L’AUTORIZZAZIONE A REALIZZARE IL PROPRIO IMPIANTO DI VIDEOSORVEGLIANZA?

Per prima cosa, ti dico che tutta questa documentazione può essere preparata anche dal Datore di Lavoro se ha le capacità e la voglia di farlo, visto che è lui ad assumersi la responsabilità sulla veridicità delle informazioni fornite. Altrimenti si può appoggiare ad un professionista che lo aiuterà a preparare tutta la documentazione.

Gli allagati da preparare per l’autorizzazione all’installazione dell’impianto di videosorveglianza sono i seguenti:

  • MODULO FAC-SIMILE, scaricabile dal sito http://www.lavoro.gov.it, dove bisogna riportare tutti i dati necessari alla pratica di approvazione
  • PLANIMETRIA dove bisogna indicare il posizionamento delle telecamere, se in luoghi chiusi o all’esterno, il numero delle telecamere da installare, la posizione dei monitor ( che non deve essere in un luogo pubblico, mi raccomando ), la posizione del videoregistratore, e tutto quello che sia ritenuto sufficiente dalla Direzione Territoriale del Lavoro.
  • SCHEDE TECNICHE di tutti i componenti da installare, sia per le telecamere, videoregistratore e tutto quello che sia ritenuto sufficiente dalla Direzione Territoriale del Lavoro.
  • RELAZIONE TECNICA descrittiva dell’impianto, alle modalità di funzionamento dei vari dispositivi sia di ripresa e di registrazione, in base anche alle modalità di visualizzazione delle immagini e di chi li può visualizzare.
Una volta preparato tutto ciò, va consegnato alla propria Direzione Territoriale del Lavoro di pertinenza, per l’esito dell’approvazione. Ci potrebbero essere delle modifiche sul progetto presentato, in base alla planimetria che la Direzione Territoriale del Lavoro, può apportare per l’approvazione dell’installazione. Una volta approvato l’autorizzazione non ha scadenza, ma bisogna stare attenti, perchè in caso di modifiche all’impianto, bisogna prima comunicarlo Direzione Territoriale del Lavoro per l’approvazione, che sarà suo compito integrare l’autorizzazione esistente delle nuove modifiche.

MA OLTRE ALLO STATUTO DEI LAVORATORI, BISOGNA FARE I CONTI CON IL GARANTE DELLA PRIVACY E IL NUOVO REGOLAMENTO EUROPEO IN TERMINI DI PRIVACY

Devi sapere che la videosorveglianza rientra nel nuovo Regolamento Europeo in tema di Privacy, entrato in vigore il 25 maggio 2016, con vigore effettivo dal 25 maggio 2018 in tutti i Paesi dell’Unione Europea. In questo nuovo Regolamento ci sono le linee guida per tutta l’Europa per la tutela dei dati personali di tutti i cittadini. Nel decreto rientra anche la videosorveglianza.

Per capire cosa c’entra la videosorveglianza con la privacy, dobbiamo partire da cos’è il ” Dato Personale”. Il Dato Personale è qualsiasi informazione relativa a persona fisica per il suo riconoscimento, come per esempio nome, cognome, indirizzo, etcc. Le immagini e l’audio di un filmato per il nuovo Regolamento Europeo rientrano come “Dato Personale”.

Il nuovo Regolamento Europeo, precisa chi è autorizzato al trattamento delle immagini e cosa deve avere il nostro impianto per non incorrere a sanzioni. Bisogna incaricare per iscritto le persone all’uso dei dispositivi e delle immagini, in modo che ognuno abbia la giusta responsabilità.

  • IL TITOLARE, è colui che spettano le decisioni per le finalità, alle modalità del trattamento dei dati personali e agli strumenti utilizzati, compreso il profilo di sicurezza. Il Titolare può essere una persona fisica, una persona giuridica o una pubblica amministrazione.
  • IL RESPONSABILE, è una persona incaricata dal titolare sempre per iscritto, che deve eseguire i compiti indicati dal titolare. Il Responsabile può essere una persona fisica, una persona giuridica o una pubblica amministrazione. Il Responsabile può essere anche più di una figura.
  • L’INCARICATO, è una persona fisica che può avere l’incarico o dal Titolare o dal Responsabile, sempre per iscritto, al trattamento dei dati
Siccome il Regolamento Europeo in tema Privacy, prevede che per il trattamento dei dati, è necessario un utente autorizzato ad accedere al sistema, scaturisce in automatico che E’ ASSOLUTAMENTE VIETATO INSTALLARE MONITOR IN ZONE AL PUBBLICO, come ad esempio si trovano nelle farmacie o centri commerciali, alla vista di tutte le persone non autorizzate. Tutte queste installazioni sono a rischio sanzione.

Cosa deve invece avere un sistema diAllegato1videosorveglianza è l’Informativa Privacy, cioè i cartelli d’informativa. Questi devono essere installati ben avvista e possibilmente prima di entrare nell’area di ripresa delle telecamere. Il Cartello deve avere ben indicati due indicazioni, chi è il Titolare del trattamento dei dati e la finalità per il quale è stato montato l’impianto di videosorveglianza. Questo è un esempio di cartello accettato dal Garante della Privacy.



Inoltre il Garante ha chiarito che, se rispettate le garanzie dello Statuto dei Lavoratori e dal provvedimento 08/04/2010 in materia di Videosorveglianza, il consenso per l’uso della videosorveglianza non è previsto, purchè il titolare riscontri questi possibili rischi presso la sua attività, aggressione, furti, atti di vandalismo, finalità di prevenzione incendi e finalità di prevenzione sulla sicurezza del lavoro.

MA BISOGNA CHIEDE ANCHE AL GARANTE DELLA PRIVACY DELLE RICHIESTE PRELIMINARE PRIMA DEL MONTAGGIO DI UN IMPIANTO DI VIDEOSORVEGLIANZA?

La risposta è si.

UNA DI QUESTE E’ IL TEMPO DI CONSERVAZIONE DELLE IMMAGINI.

“PUOI CONSERVARE LE IMMAGINI PER UN MASSIMO DI 24 ORE”

Devi sapere che, per un’azienda, la conservazione delle immagini deve essere limitata a poche ore, al massimo, alle ventiquattro ore successive alla rilevazione, fatte salve speciali esigenze di ulteriore conservazione in relazione a festività o chiusura di uffici o negozi. Solo per alcuni casi, tipo mezzi ti trasporto o luoghi pubblici come le banche, dove il rischio è molto più elevato, il Garante limita ad un massimo di 7 giorni le registrazioni delle immagini delle telecamere.

Ma non ti devi preoccupare, perchè facendo richiesta al Garante, indicando la finalità dell’aumento del tempo di conservazione delle registrazioni, questo può essere aumentato, se per il Garante ci sono tutti i presupposti che questo avvenga.

Inoltre rientra nella verifica del Garante, anche l’installazione di sistemi che non si limitano a riprendere e registrare le immagini, ma sono ingrado di rilevare automaticamente comportamenti e eventi anomali, fino al riconoscimento delle persone. Cioè tutti quei sistemi di videoanalisi

IL VERO PROBLEMA DI TUTTO CIO’ SONO LE SANZIONI, VERAMENTE PESANTI

A volte non si da molta importanza quando si fanno le cose, magari con leggerezza, così è per la videosorveglianza. “Compro due telecamere da internet, le metto nel mio negozio e riprendo la mia attività, con il mio dipendente all’interno anche da remoto.” Di questi impianti c’è ne sono veramente tanti, e sono tutti a rischio.

Il Garante parla chiaro, se il tuo impianto di videosorveglianza non è in regola per quanto riguarda i tempi per la conservazione delle immagini sono sanzioni belle pesanti. Si va da importi da 30.000,00 a 180.000,00 euro, dove l’importo scende in caso di minore gravità al pagamento di 2/5 dell’importo, la bellezza di 12.000,00 euro. Di sicuro l’importo è maggiore della spesa della tua videosorveglianza.

Un’altra sanzione che puoi evitare è quella dell’informativa, cioè il cartello che segnali l’area videosorvegliata. Non basta appenderlo, il cartello va compilato con tutti i suoi dati, come ti ho indicato sopra, e va collocato, se possibile, prima di essere ripresi dalle telecamere. Se il cartello non è collocato e compilato bene, la sanzione è di 2.400,00 euro.

QUINDI SE NON TI VA DI PAGARE UNA SANZIONE, DEVI METTERE APPOSTO ALCUNE COSE, ORA

  1. Te lo dico, se hai un impianto già acceso e funzionante, LO DEVI SMONTARE
  2. Se hai dipendenti, devi fare la Richiesta alla Direzione Territoriale del Lavoro, per l’autorizzazione al montaggio delle telecamere, con l’invio di tutta la documentazione idonea
  3. Metti in regola il tuo impianto in base al tempo di conservazione delle immagini e all’informativa.
  4. Se hai esigenze particolari per allungare il tempo di conservazione delle immagini, fai richiesta al Garante della Privacy
  5. Chiama un Professionista che può aiutarti nella messa a norma dell’impianto di videosorveglianza, per non incorrere in sanzioni inutili e pagare multe salate con i tuoi risparmi.
Giovanni d’Angela